venerdì 27 marzo 2009

Crisi economica o sociale?

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Leggendo i quotidiani locali e ascoltando i telegiornali nazionali parlare dell’attuale crisi economica, riflettevo su un aspetto importante che sta succedendo in queste ultime settimane.
Ciò che apparentemente accadeva solo nelle grandi città, oggi succede anche nei piccoli paesi come il nostro.
Per far fronte a spese inderogabili, una famiglia chiede un prestito infruttifero al Comune di € 110 che gli viene concesso (vedi determina di giunta del 27/01/2009).

E’ solo un esempio di situazione di disagio economico riconducibile ad una di carattere sociale.
Ritengo che un amministrazione oggi debba essere ancora più attenta alle necessità sociali dei cittadini.
Cosa si può fare quindi per cercare di alleggerire tali situazioni ovvero per venire incontro a richieste che sempre più spesso si dovranno affrontare?

Innanzitutto penso che uno dei compiti di un amministrazione sia proprio quello di cercare di far collimare le richieste di qualcuno con le offerte di qualcun altro.
Mi spiego meglio. Perché non pensare (per fare un esempio) che, se ci sono richieste di piccole cifre, queste possano essere date in cambio di ore da mettere a disposizione di coloro che invece avrebbero la necessità di essere aiutate ad eseguire lavori domestici ?
Oppure perché non si può pensare di dare a disposizione di pensionati e/o disoccupati piccoli spazi di proprietà comunale che possono essere coltivati ad orto e il raccolto ridistribuito agli stessi e ad altri provagliesi ?

Forse queste idee possono sembrare banali e superflue, ma penso che il ritorno al “baratto” in taluni casi può essere la soluzione di alcuni piccoli problemi che ben presto si dovranno affrontare, sempre nel rispetto della dignità di ognuno.
Naturalmente questa forma di scambio non è assolutamente solo materiale, ma può e deve essere specialmente operativa. Perché non pensare ad esempio a studenti che possono dare il proprio tempo per lezioni di recupero ad altri ragazzi, oppure a leggere i quotidiani agli anziani che magari non riescono più, ed avere in cambio buoni spesa per acquisti di libri di testo, ingressi omaggio alle piscine etc.

Le vacanze estive comportano per molti di loro un aumento del proprio tempo libero, perché allora non pensare di dedicarlo agli altri ed avere in cambio (oltre che alla soddisfazione e all’ appagamento personale ) un aiuto per sé e per la propria famiglia?

Queste mie proposte ovviamente andrebbero approfondite ed ottimizzate, ma di fondo rimane la mia idea che in questa situazione le fasce più deboli (non solo dal punto di vista economico, ma specialmente sociale) saranno quelle che ne risentiranno maggiormente a breve e lungo termine.
Sempre più il compito di chi amministra è quello di fare in modo che le poche risorse disponibili vengano impiegate (esiste già una “banca della solidarietà” ispirata al principio di sussidiarietà, così come stabilito dall’ Art 1 comma 4 lettere b,c d dello Statuto Comunale) a migliorare la qualità della vita sociale e culturale anche a scapito, magari, di un loro impiego per migliorare l’aspetto estetico e funzionale del paese.

Auditore Gianbattista
membro di Comunità Provagliese

3 commenti:

  1. Flavio Simonini27 marzo 2009 14:41

    Penso che la crisi sociale sia partita molto prima della attuale crisi economica. Tutte le idee, proposte e azioni concrete che tendano ad alleviarne gli effetti devono essere salutate come benvenute.
    In particolare mi sembra interessante l'idea che gli studenti possano dedicarsi ad attività di utilità sociale in cambio di buoni acquisto per libri, dischi, attività sportive o quant'altro.
    Spero che la proposta di Gianbattista possa concretizzarsi già dall'estate prossima, ormai impellente..
    Ciao
    Flavio

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  2. La proposta che ho letto è molto intelligente ed è un modo di vedere il paese molto progressista nonostante si parli di baratto e non di scambi virtuali. E' secondo me importante poter vedere un paese come Provaglio non come un'entità passiva, ma piuttosto come una miniera di risorse, soprattutto umane, che non devono essere perse ma che devono essere sfruttate proprio per migliorare il paese in cui viviamo. Quindi complimenti per la proposta interessante e molto concreta. Non ci resta che concretizzarla

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  3. Esatto è una crisi sociale che parte dal basso e arriva...in basso e i personaggi che governano si accorgono solo ora, quando ormai la "povera gente" non ha più soldi (che si intascano i "grandi" del global e delle multinazionali). Inoltre la politica di redistribuzione del reddito penalizza sempre più i più deboli (e con deboli non sto parlando del 3°mondo, ma dei cittadini del ceto basso di paesi europei "sviluppati" compreso l'italia).

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