giovedì 18 giugno 2009

Referendum

__________ di Marcello Biemmi ________________________
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Non sento parlare di Referendum e volendo tastare il polso ai provagliesi, dopo la sbornia delle Amministrative, lancio questa provocazione.


Pare, dalle previsioni, che questo Referendum (domenica 21 giugno) non tocchi i cuori più di tanto e, dunque, sarà un disastro. Mi riferisco alle persone che andranno alle urne (gl'italiani preferiranno sicuramente, come si dice in queste occasioni, andare al mare).


Personalmente ho molti dubbi che propendono verso l'astensione (Vi assicuro che non vado al mare). I quesiti, come sempre, sono complicati e credo che non risolvano alcun problema. La mia semplice domanda, allora, è questa: se la legge elettorale in vigore è una "porcata" - Calderoli docet (praticamente chi l'ha fatta! n.d.r.) - come ormai sostengono tutti, o in maggioranza, i parlamentari perché non la cambiano nella sede deputata cioè il Parlamento? Mistero! Quindi, si presume, non sarà raggiungiunto il quorum e, pertanto, il Referendum sarà dichiarato nullo e, per conseguenza - qui la nota dolente - una montagna di soldi pubblici buttati. Alla faccia della crisi!


Vorrei fare una proposta in merito. Perché non aggiungiamo un paragrafo al regolamento, in materia di Referendum, secondo cui se non viene raggiunto il quorum, le spese di istituzione e di svolgimento del medesimo ricadono sui proponenti e non, come sempre, su Pantalone? Soprattutto per scoraggiare coloro che, alzandosi la mattina, pensano ad istituire un Referendum, raccolgono le firme e così, sempre il Pantalone di prima, è servito. Di soldi buttati per i capricci di poche persone, purtroppo, sono piene le statistiche!

Marcello Biemmi

4 commenti:

  1. Caro Marcello non concordo con te. I referendum sono previsti dal ns ordinamento democratico e il fatto che ignavi politici l'abbiano trasformato in una farsa e lo ostacolino è la dimostrazione della loro inadeguatezza. Personalmente andrò a votare e voterò SI ed invito tutti a farlo.
    Come dicevo, purtroppo, la ns classe politica qualche anno fa ha teorizzato "l'andare al mare" come un'espressione di voto lecita e legittima. Debbo riconoscere che è molto più comodo votare mentre si è in barca o stesi in spiagga rispetto al fatto di doversi recare al seggio elettorale in piena estate e di Domenica.
    Purtroppo abbiamo questa classe politica:
    - Calderoli riconosce la propria legge elettorale come una porcata ma il suo partito e lui stesso non appoggia questo referendum;
    - A sinistra non vedo indicazioni chiare e decise;
    - Il Berlusca prima appoggia, poi dice Ni, poi dice Si, poi dice So, forse voterà o forse andrà in Sardegna o ma ... chissa.
    Se i governanti sono confusi figuriamoci i governati (non tutti)
    Quanto ai costi li affibierei senza indugio ai detentori dell'informazione ovvero della disinformazione o della non informazione. Se i governati non votano è anche perchè semplicemente "non sanno". Non sanno di che si parla, del perchè sì o perchè no.
    L'esercizio della democrazia è una pratica ben difficile ma con regole precise che qui da noi sono regolarmente disattese con buona pace dei Governati e, bisogna dirlo, con l'avvallo della maggioranza degli stessi. La nostra situazione non ha altre spiegazioni se non l'IGNAVIA di UN POPOLO.

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  2. Dark.shade@live.it20 giugno 2009 20:08

    Noi siamo i peones,felici di essere tali nella misura in cui ci riconosciamo uomini di Zapata o di Pancho Villa.Nessuno cerca di semplificare il quadro politico, capibile da tutti,liberandolo della zavorra massimalista che continua a vagare alla ricerca di uno straccio di identità. IL POPOLO è stanco, è convinto di non avere scelta,perdita del lavoro, il costo del lavoro,la mancata competitività, la non flessibilità dell’impiego, la miriade di partite fiscali strangolate dalla mancanza di credito, la scomparsa di grandi imprese e la endemica mancanza di materia prime e di energia propria ci tolgono ogni chance.
    E allora che questo nostro scrivere sia dissacrante, sarcastico, rivoluzionario per quanto può esserlo una messa in ridicolo dei santoni che ogni sera dal video entrano nelle nostre case con fare da oracolo e piglio da santone.
    E' importante l'informazione, ma senza risultati è difficile crederci ancora.
    L.R.

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  3. Una montagna di soldi pubblici buttati a causa di chi, per propria convenienza, ha modificato la legge in modo che le votazioni per questi referendum non venissero accorpate con le elezioni europee e amministrative, come era logico che fosse, in modo da assicurarsi il mancato raggiungimento del quorum!
    La legge attuale è definita da tutti una porcata, è vero, ma se nessuno si impegna a modificarla vien da pensare che sia una porcata che fa comodo un po' a tutti...

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  4. Anche io sono dell'idea che "la porcata" viene sbattuta da destra a sinistra ma fa comodo a tutte le forze politiche in quanto da la possibilità di decidere all'interno dei partiti i detentori del potere ( = zero ricambio). Quindi è ovvio che, al di la di qualche dichiarazione di facciata, il mondo politico abbia fatto di tutto per oscurare questo referendum.
    Una legge ordinaria può essere sottoposta solo a referendum abrogativo che, levando qualche parola o frase, non ne faccia perdere il senso logico, quindi è molto difficili fare stravolgimenti su questa legge con un referendum (soprattutto perchè il vero limite è l'assenza di preferenze), però alcune modifiche potevano (se raggiunte) smuovere un po' la situazione. I primi due quesiti erano un po' controversi e soggetti a varie interpretazioni, ma certamente il terzo (quello che avrebbe tolto l'anomalia italiana delle candidature multiple) era secondo me da sostenere. Avrebbe forse dato un po' di ricambio visto che anche il politico famoso (candidandosi in una sola circoscrizione) poteva anche perdere e abbandonare la scena per una legislatura lasciando posto a qualcuno delle seconde linee e così via.
    Non sarebbe stata una rivoluzione certo, però era qualcosa. Avremmo potuto far capire che, nonostante l'oscurantismo, noi quella legge la vogliamo modificare! Invece, visti i risultati, in pratica abbiam detto alla nostra classe politica: potete anche smettere di far finta di litigare sulla legge elettorale, tanto va bene così anche a noi...

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