lunedì 19 ottobre 2009

LIBERTA’ A RISCHIO! (2)

__________ di Franco D'Auria ____________________

Se la scorsa settimana mi ero posto una domanda sul tanto discusso problema sulla libertà in Italia, ponendo nel titolo un punto interrogativo, oggi riprendo il discorso, sicuro di essere nuovamente insultato, ponendovi, questa volta, un punto esclamativo.

Era passata neppure mezz’ora da quando l’articolo era stato pubblicato, che un caro compaesano, coraggiosamente “Anonimo”, mi ha dato dell’imbecille.

Dopo aver letto l’articolo, il nostro caro Quaraquaquà anonimo, pur mettendo sotto sforzo le sue meningi atrofizzate non è riuscito ad esprimere concetti e/o critiche, che non sarebbero stati senz’altro in linea con il mio pensiero, ma ha partorito comunque il suo profondo giudizio: imbecille.

Quaraquaquà ed anche vigliacco. Si trincera dietro l’anonimato per lanciare offese. Caro Quaraquaquà firmati ed assumiti le tue responsabilità.

Una nota critica anche alla redazione. Non è che pubblicando tutto si è più liberi. Pubblicando insulti, in modo particolare se anonimi, vi è anche una responsabilità oggettiva.

Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.

Seminando l’odio politico, insultando, facendo illazioni, in nome della libertà, succede che qualcuno con poco acume veramente ci creda che non ci sia libertà.

Questa settimana, su face book, è comparso questo messaggio: “Ma santo cielo, possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?”. Non è un anonimo che lo scrive ma un giovane universitario, un PD non di poco conto: segretario della sinistra giovanile; membro della segreteria provinciale; rappresentante all’Assemblea nazionale dei Giovani democratici; componente della segreteria del PD di Savignano. Cosa ancora più preoccupante, prima che questa frase sparisse dal sito, è che non la pensa così solo Mezzadri. Altre due persone esprimevano consenso verso questo pensiero.

Ma c’è dell’altro.

Ieri, è arrivata al giornale “Riformista” una lettera a firma “Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente”. La lettera, con la stella a cinque punti, riportava una sentenza minatoria nei confronti di Berlusconi, Fini e Bossi e concludeva:

“Lasciate la politica e il primo (Berlusconi ndr) si consegni alla giustizia comune perché in quella comunista la sentenza sarà inevitabile”.

Si vuole sovvertire un democratico voto e risultato elettorale con le minacce. Prima le minacce e poi …… si eseguirà la sentenza?

Gli anni di piombo tutti li ricordano. All’inizio, quei proclami e quelle azioni venivano definite da alcuni attuali politici di sinistra come delle ragazzate. Non è passato molto tempo e rigurgiti, da allora ad oggi, ve ne sono stati. Mentre Fini stempera gettando acqua sul fuoco, seguito da D'Alema, una larga parte del Pdl prende lo spunto da questo messaggio per chiedere alla sinistra di smetterla con un certo linguaggio e certe accuse e di assumere un atteggiamento responsabile. Un atteggiamento diverso può essere causa di una possibile incubazione di una nuova stagione di sangue, come scritto pochi giorni fa su "Libero" da Giampaolo Pansa.

Continuiamo a sostenere che la libertà non è in pericolo?

Franco d’Auria


10 commenti:

  1. Condivido le critiche verso chi scrive cose offensive, sepesso senza neanche articolare opinioni, senza firmare il proprio intervento.

    Questo comportamento si è presentato più volte in passato, verso altri scrittori del Provagliese.

    La Redazione continua ad invitare tutti i lettori a firmare i propri commenti ma, d'altro canto, e' stato deciso fin della sua creazione che qusto sarebbe stato un giornale 2.0, che è tutt'altra cosa dai giorali tradizionali.

    Se dovessero presentasi commenti completamente off topic e, secondo l'epressione abitualmente utilizzata in legge, contrari all'ordine pubblico ed al buon costume, naturalmente si provvederebbe a cancellarli (o, meglio, a sostituirli con un messaggio che segnali l'accaduto).
    Nel caso specifico, personalmente penso non sia necessario arrivare a tanto, anche perché credo che i lettori (ma anche l'autore dell'articolo) sappiano dare il giusto peso a quelle parole anonime.

    Cambiando argomnto, a commendo della lettera di minacce a Berlusconi, Fini e Bossi inviata al Riformista vorrei riportare le parole dello stesso Fini: "Auspico non si apra un dibattito sul nulla perché l'ho letta ed è chiaramente il delirio di un folle"

    Infine, vorrei riportare la citazione del brano di Sciascia in cui viene usata la parola quaquaraqua, dato che in questi giorni è stata ripresa da diversi politici e media italiani e può essere anche un suggerimento su come classificare alcune persone a cui si fa riferimento in questo articolo.
    Ne "Il gioro della civettta" don Mariano divide così l'umanità: "gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre..."

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  2. Ricordare Sciascia e la splendida terra sicilana mi pare fuori luogo, infatti mi è parso di capire che l'articolista facesse riferimento ad altro soggetto, il Quaraquaquà, che mi è sconosciuto e probabilmente tratto da qualche altro classico. Non escludo di potermi riconoscere nel Quaraquaquà qualora venissi a conoscenza della sua morale e etica. Ho ravvisato ci fosse l'intenzione dell'articolista di offendere "l'anonimo" e devo dire che parrebbe anche questo tentativo non scevro da recondite responsabilità.
    Se la definizione di imbecille è sembrata offensiva propongo una meno diretta definizione che può essere agevolmente ricavata dal n° 71 della smorfia napoletana e che illustri buontemponi ponevano a livello ancora più basso del quaquaraqua classificato nel libro di Sciascia. Ma siamo a Napoli e non in Sicilia.

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  3. Rimango sempre più basito dai commenti che leggo negli ultimi articoli pubblicati.
    C'è chi esprime la propria opinione e viene visto come "imbecille", chi fa citazioni e non vengono accettate, chi riporta articoli e viene "silurato", chi si permette di dare del 71 della cabala napoletana (che per chi non sapesse 71= uomo di m....)
    Dove si vuole arrivare?
    forse è vero, quando c'è troppa libertà, anche quella di libera offesa

    Credevo che questo giornale, la cui idea condividevo in pieno, fosse un modo per condividere idee, dialogare e colloquiare civilmente, invece continuano gli insulti...

    Ho sempre pensato un giorno di scrivere articoli o notizie, ma solo al pensiero che alcune "persone" prive di civiltà possano avere libertà di insulto, questa voglia di scrivere passa.

    Spero vivamente che la redazione possa porre un freno ai commenti "incivili" e consenta a tutti di esprimere opionioni e che regolamenti il giornale affinche possa continaure un progetto costruttivo quali erano e credo siano le intenzioni dello stesso giornale.

    liberta di espressione, non è libertà di offendere!!!

    Massimo

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  4. Condivido pienamente. Un filtro andrebbe fatto. Si devono fare commenti critici, non insulti inconcludenti. Capisco che è difficile filtrare la correttezza e la qualità delle critiche (a quelle saranno i lettori e/o gli scrittori a dare più o meno peso), ma almeno sugli insulti credo che qualcosa si possa fare.

    Fabio Scovolo

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  5. Alla riunione redazionale aperta tenutasi all'inizio dell'estate si è discusso anche di questi temi "operativi", relativi al funzionamento del giornale. Purtroppo non ho potuto beneficiare della presenza e delle opinioni di Fabio Scovolo, di Massimo a dei vari anonimi.

    Ovviamente è molto importatne anche il parere - sempre per quanto riguarda le questioni meramente tecniche ed operative della gestione del giornale - di tutti i lettori. Si potrebbe anche fare un sondaggio al riguardo..

    I problemi del filtro ai commenti sono i seguenti:

    1) Sul piano tecnico – La pubblicazione di un commeto non sarebbe più immediata ma richiederebbe che qualcuno - la Redazione - riceva la richiesta di autorizzazione, legga il mesaggio e dia la conferma. Poiché attualmente, oltre a me e a Fabio Consoli, nessuno ha risposto all'invito ad entrare a far parte della redazione, la cosa risulterebbe complicata. Sebbene il Provagliese e la sua gestione ci appassioni, entrambi viviamo di altro ed abbiamo molti altri impegni che non possono essere posti in secondo piano.

    2) Sul piano di ciò che è opportuno - Per il Provagliese, per l'idea che lo ha fatto nascere, è importante invitare tutta la popolazione a parlare e a confrontarsi, piuttosto che a chiudersi dietro opinioni preconfezionate da altri e mimeticamente assunte. Per questo è necessario mostrare che tutti possono esprimere la propria opinione, seza censure.
    Se la Redazione avesse il potere di censurare a priori, senza che i lettori possano percepire ciò che accade, come garantire l'imparzialità del filtraggio? Certamente è una questione di fiducia, che va guadagnata col tempo..

    Come nel caso del commento che ha dato il via a questa discussione, si possono verificare casi in cui sono presenti sia un insulto che un opinione, ma con gradi di intensità differenti. Il limite per cui un insulto è tale si trova nella sensibilità di chi lo pronuncia e di chi lo riceve.
    Per esempio, se quella stessa frase fosse stata rivolta a me, non mi sarei offeso perché: o il commentatore ha ragione, e quindi farei meglio a riguardare ciò che ho scritto ed a rifletterci; o il commentatore ha clamorosamente sbagliato nel formulare la sua considerazione di me e, quindi, posso chiedermi il perché di questo errore e cercare di spiegargli perché le cose non stanno così.

    In conclusione, continuo a pensare che sia meglio il sistema attuale in cui il commento è libero ed istantaneo; una mail con il contenuto del commento arriva a me e a Fabio Consoli che, in caso di contenuti inopportuni, possiamo andare a cancellarlo ex post, sostituendolo con un messaggio di spiegazione dell'accaduto ai lettori.

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  6. Dario sei uno che non mostra mai la faccia !! stai sempre nel mezzo, non dai ragione mai a nessuno e torto a nessuno !!! hai un doppio volto !!! Vergogna di questo giornale !!!!

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  7. angelo bertazzoli24 ottobre 2009 15:44

    Ho una proposta ad evitare in futuro inutili meline e battute come quella dell'anonimo che mi precede. Un anonimo che rinfaccia ad uno che si firma di non mostrare la faccia è abbastanza ridicolo.
    Propongo ai due gestori di convocare una riunione di redazione come quella estiva e di mettere all'ordine del giorno la questione degli articoli anonimi.
    Io propongo di non pubblicare nulla di anonimo in modo che le offese gratuite abbiano a finire e per il resto ognuno si assuma la responsabilità di quello che afferma.
    Credo che gli articole e le discussioni ne avranno solo beneficio.
    Angelo Bertazzoli

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  8. buona domenica a tutti

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  9. Angelo dici di non accettare i commenti anonimi, ma solo quelli firmati...allora cosa succederebbe se qualcuno usasse il tuo nome e cognome come firma, per porre un insulto??

    Mi sa che la questione anonimo non è il problema...il vero problema è l'educazione come ha indicato Massimo e Fabio Scovolo... facciamo un filtro ai commenti offensivi!!!!

    Paolo Rossi

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  10. Scusate, ma a chi arriva la email di notifica che un commento e' stato postato? non c'e' nessuna email del "personaggio" (quello che scrive imbecille) che commenta?

    Se avete qualche conoscenza web secondo me dovreste emigrare su una piattaforma che abbia l'opzione di registrazione per commentare.

    Oppure un filtro, in questo caso la redazione, che censuri gli insulti.

    Oppure piazzate una pagina o un bel banner dove venga esplicitamente detto che qualsiasi insulto, parolaccia o altro tipo di offesa, non verra' pibblicato.

    Oppure sbattetevene, in fondo chi insulta cosi' gratuitamente non merita nemmeno di essere considerato.

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